Un'annata un po' moscia, è morto Syd Barrett e i titoli memorabili sono stati ben pochi. E' significativo che il miglior disco dell'anno sia probabilmente quello di Springsteen, che ha reinterpretato le vecchie canzoni di protesta di Pete Seeger. Nella classifica degli album internazionali gli ho preferito "Mr. Beast" dei Mogwai per il semplice motivo che mi sembrava incongruo col gioco delle playlist di fine anno mettere un disco di cover al primo posto. Per il resto buoni dischi (Willard Grant Conspiracy, Sparklehorse, Peeping Tom), ma niente di eclatante. Anche sul fronte italiano non c'è stato l'accalcarsi di uscite importanti che aveva caratterizzato il 2005. Due album super però ci hanno fatto godere non poco in questi dodici mesi. Il primo è "L'arcangelo", il disco più accessibile dell'intera carriera di Fossati, non a caso premiato con il primo posto in hit-parade, cosa che non era mai successa al cantautore genovese. Il secondo è "Ovunque proteggi" di Vinicio Capossela, che è si è finalmente liberato dei pochi freni che ancora riuscivano a gestire la sua fervida immaginazione e ha realizzato il suo album di gran lunga più affascinante. Oltre a Fossati e Capossela, ci sono da segnalare per lo meno l'esordio scintillante di Lele Battista e il ritorno del grande Claudio Lolli.
Se dunque in questo 2006 i dischi da ricordare si contano sulle dita di una mano, lo stesso non può dirsi dei tour, visto che di concerti indimenticabili, negli ultimi dodici mesi, ce ne sono stati eccome. Dallo Springsteen versione saloon delle "Seeger Sessions" ai fratelli Gallagher, tornati in Italia con una invidiabile energia live. Tale tendenza è confermata dai dati Siae e Nielsen: la gente ormai preferisce spendere i propri soldi per gli spettacoli dal vivo piuttosto che per comprare dischi. Il concerto è ritenuto un evento irripetibile, un'emozione impagabile, al contrario del disco, mezzo obsoleto per diffondere musica nel XXI Secolo. Che poi questo sia dovuto al fatto che i dischi vengono scaricati gratuitamente e illegalmente da Emule è un altro discorso. (P.L.)