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Black Rebel
Motorcycle Club - Take Them On, On Your Own |
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di Michele Piunti

Chissà se nel '47 i motociclisti
che misero a ferro e fuoco la cittadina di Hollister, in California,
immaginavano che quel gesto di ribellione sarebbe stato l'inizio di
un mitologia che ha attraversato il secolo finendo dritta fino ai
giorni nostri.
Certo, un raduno di Harleysti panzoni e dalle lunghe barbe argentate
è, oggi, piu folklore che anarchia, ma cè' un momento, parlo degli
anni cinquanta, in cui l' urgenza ribelle di un' intera generazione
viaggia in giubbotti di pelle borchiati e su bicilindrici cromati
dal caratteristico incedere roboante . Black Rebel Motorcycle Club
è, nel 53, il nome della banda di Marlon Brando, che in "il
Selvaggio" riprende gli eventi di Hollister e li consegna all'
immaginario collettivo. Black Rebel Motorcycle Club è, oggi, il nome
del trio Americano sul quale sono riposte molte delle aspettative
riguardo Rock dei prossimi anni.
Insieme a Strokes e White Stripes, i BRMC rappresentano la prima
pagina patinata del recupero garage-rock sessanta/settanta (e
ottanta). Take them on, on your own (Virgin) è il secondo lavoro
della band di Detroit, e arriva a due anni di distanza dall' esordio
del 2001, per il quale si scomodarono elogi e meraviglie in
quantità. Nessuna rivoluzione sonica, come due anni fa le canzoni
sono costruite su accantivanti riff di chitarra e sul grooving di
poderosi giri di basso, tanto che già dai primi episodi si è
aggrediti da una decisa scarica elettrica energica e viscerale:
l'uno due è fulminante.
Stop, il primo singolo, si svolge a partire
da un groove devastante dal quale affiorano variazioni
chitarristiche decisamente trascinanti: una 7Nation Army (White
Stripes) in versione Dark. Questo è l'inizio, quasi a dichiarare: se
è ancora possibile inventarsi un riff memorabile, i BRMC sono oggi
fra i pochi, pochissimi, che possono farlo. Il livello di
illuminazione compositiva non lascia indifferenti nella successiva
Six Barrel Shotgun, Strokesiana e vintage, sorprende per il recupero
di sonorità shoegazing e psicheliche sulla ipnotica In Like The
Rose... -->>>continua<<<--
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discografia:
Black Rebel Motorcycle Club
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Black Rebel
Motorcycle Club
1. Stop
2. Six Barrel Shotgun
3. We're All In Love
4. In Like The Rose
5. Ha Ha High Babe
6. Generation
7. Shade Of Blue
8. Us Government
9. And I'm Aching
10. Suddenly
11. Rise Or Fall
12. Going Under
13. Heart + Soul
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01. Love Burns
02. Red Eyes And Tears
03. Whatever Happened To My Rock 'N' Roll (punk song)
04. Awake
05. White Palms
06. As Sure As The Sun
07. Rifles
08. Too Real
09. Spread Your Love
10. Head Up High
11. Salvation |
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>>tutti
i singoli pubblicati<< | |
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live@Alcatraz::Milano-
30/11/03:
di Milena & Valeria

Fin dal primo sguardo alla platea
presente per assistere al concerto dei B.R.M.C. ci si rende conto
che quello che più conta stasera non è la musica della band;
piuttosto il loro look, che tanto piace al pubblico milanese: sempre
pronto a cogliere e seguire le nuove ondate come ci si cambia un
vestito al mattino. Sotto questo punto di vista (vedi look e “coolness”)
i tre “ribelli” non hanno deluso i propri fan, ostentando
atteggiamenti distaccati e non curanti conditi da pose da manuale.
E se le prime file sembravano fotocopie della sopraccitata band,
musicalmente non si può negare che i tre abbiano svolto i propri
compiti; ovvero quelli incastonati perfettamente nel cliché del
nuovo rock n’ roll, White Stripes e Strokes compresi. Davvero un
peccato che non riescano ad aggiungere verve creativa al live, che è
parso monocorde nonostante il trio abbia suonato per più di un’ora,
intervallando sia pezzi nuovi che canzoni tratte dal fortunato album
d’esordio. Per quanto riguarda la scaletta, l’apertura è affidata
alle deboli “New song” e “In like the rose”...
-->>>continua<<<--
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biografia:
Robert Turner
- chitarra, basso e voce
Peter Hayes - chitarra, basso e voce
Nick Jago - batteria
I Black Rebel Motorcycle Club si formano nel 1998 per opera di
Robert Turner (chitarra, basso e voce) e Peter Hayes (chitarra,
basso e voce) i quali si conoscono tra i banchi del liceo a San
Francisco.Cominciano a scrivere canzoni e a provare insieme nel loro
garage realizzando un demo-tape su un registratore a quattro tracce.
Successivamente completano la formazione inserendo in pianta stabile
nella band il batterista Nick Jago. Il gruppo adotta per un breve
periodo il nome di “The Elements”, cambiandolo poi per Black Rebel
Motorcycle club, dal nome della gang di Motociclisti di Marlon
Brando nel film del 1950 “The wild one” qui in Italia conosciuto
come “Il Selvaggio”. I B.R.M.C. per le frequenti esibizioni dal vivo
iniziano a farsi conoscere nell’area di Los Angeles e da subito
attirano su sé le attenzioni della Virgin Records, la quale prende
sotto contratto la band nel Marzo del 2000. L’album d’esordio dal
titolo omonimo è registrato nello studio stesso della band ed esce
nel 2001 conseguendo un notevole successo di critica e pubblico. Il
sound del gruppo trae influenze dalla tradizione dark-psichedelica
rappresentata da band come Velvet Underground, Joy Division, Jesus
and Mary Chain ma anche da artisti come Primal Screm, Rolling Stones,
Ride, Stone Roses e il Bob Dylan elettrico. Nel 2003 pubblicano
“Take Them On, On Your Own” sempre per la major Virgin, nel quale i
tre affrontano, approfondendolo, il recupero del rock n’roll più
psichedelico e selvaggio che era stato già tema dominante nel
bellissimo album d’esordio di due anni fa. |
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