ONE DIMENSIONAL MAN
Indhastria (Giulianova - TE)
9/2/02
di Disi
Prendete "You kill me", terzo lavoro dei One Dimensional Man, mettetelo nel vostro lettore, lo ascoltate e riascoltate e subito vi accorgerete di trovarvi di fronte a un gran bel disco. E fino a qui tutto bene. Ma si può fare di più.Prendete Pierpaolo Capovilla alla voce e al basso, Giulio Favero alla chitarra e Dario Perissutti alla batteria e metteteli su un palco: vi accorgerete o che il vostro lettore è da cambiare o che i One Dimensional Man sono mostruosamente bravi dal vivo. E' sicuramente la seconda ipotesi quella giusta, visto e considerato quanto accaduto all'Indhastria. Il clima della serata, purtroppo, non rende giustizia al valore della band, pubblico poco numeroso e alquanto freddino per un concerto rock. Il trio veneto comunque non sembra condizionato dall'ambiente, soprattutto il batterista Dario Perissutti che, oltre per la straordinaria carica e bravura nel picchiare quei tamburi, stupisce per un nude-look con tanga pittoresco tolto poi in chiusura per la gioia (credo) delle presenti. Ma a parte questo simpatico siparietto è stata la musica come da copione, a entusiasmare: un rock a 360 gradi, un continuo delirio di suoni noise, punk-blues, con quella perla finale "Broken bones waltz" valzer acido e delirante contro odio e violenze politiche. Non c'è un attimo di tregua, si susseguono brani di "1000 doses of love" e naturalmente di "You kill me", dove oltre alla title-track colpiscono le più "melodiche" "Saint roy" e "Oh! Oh!", e le trascinanti "Lovely song" e "The old worm" oltre la già citata "Broken bones waltz". A tratti faccio fatica a credere che in sole tre persone si possa fare così tanto rumore. La voce è sempre intonata, a tratti poetica, a volte disperata, la chitarra presente, sempre carica, la sezione ritmica superiore con basso e batteria di gran lunga sopra gli standards. Il tutto si fonde alla perfezione in un casino di suoni chiamato One Dimensional Man. L'unica pecca della serata, se proprio ne vogliamo trovare una,la mancanza di bis che personalmente avrei molto gradito. Ma forse il pubblico presente non meritava tanto,vista la pacata partecipazione di fronte ad una delle migliori live band in circolazione in Italia e non solo.