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Gravity Fest - Parco Rosati - Roma
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Gravity Fest - Parco Rosati - Roma
RECENSIONI CONCERTI

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Gravity Fest
Parco Rosati (Roma)
21/9/07

di Giulia Palummieri

C'è qualcosa migliore di un festival per unire le persone? La risposta è palesemente “no” se almeno una volta nella vita siete stati in compagnia della buona musica, dei sorrisi e (perchè no?) di una birra. Parco Rosati, 21 settembre, Gravity Fest un vero festival, un vero figlio partorito da chi ama la musica e per chi ama la musica. Un'intera nottata dedicata alle nuove tendenze artistiche europee ed alle varie sfaccettature della fervida e attiva scena indipendente. Sviluppato in tre aree, quali “Main Stage”, “Area Qoob”, “Relaxing Zone” + due dancefloors, con una ricerca artistica che spazia dall'indie-rock all'electropop è riuscito a contagiare Roma di quella che già da tempo “non” è più una realtà di nicchia, ovvero la scena new rave. Scelta coraggiosa quella di prediligere l'urbe come epicentro della manifestazione, un terreno per alcuni versi di non facile richiamo a questa tendenza e con una sorta di silenziosa “legge” di concorrenza spesso più dispersiva che produttiva. Preferenza che ha arricchito di ulteriori elementi la scelta dell'aggettivo “vero” da attribuire al festival che nasce per smuovere, lasciare un segno sperando sia solo un inizio. Si comincia nell “Area Qoob”, spazio riservato all'emittente (sponsor principale insieme a PopCorn Chic, Petrolio Eventi & Comunicazione e Break Out Agency) per dare voce agli artisti della sua community, proposte multimediali ed oltre ai live, set sperimentali dei djs provenienti dalla Qoob Factory. I primi a salire sul palco sono i romani Medusa's Spite a cui spetta il non facile compito di aprire le danze. Una buona proposta di rock elettronico che congiunge sapientemente elementi tipici degli anni ottanta e novanta, hanno saputo incuriosire richiamando l'attenzione senza chiederla con una salda padronanza del palco e degli strumenti. Dopo i Medusa's Spite nel “Main Stage” è la volta degli Orange duo che è riuscito con una line up composta “solo” da una 355 attaccata ad un amplificatore, un microfono e una batteria a creare il giusto groove del festival che trova per alcuni aspetti la sintesi in “NMENY”, Milano come Roma non dovrà essere l'emulazione di una realtà non sua, spesso studiata da lontano e copiata senza avere dentro l'essenza, ma dovrà gustarsi gli elementi, metabolizzarli e con gli aspetti peculiari della città crearne una sua. Riconducibili ad una scena tipicamente inglese e statunitense sanno attingere dal loro background senza essere il risultato di una recita che anche quando è ben eseguita, nella maggioranza dei casi risulta qualcosa di cui non si sente il bisogno. Il duo è riuscito a trasmettere al pubblico l'energia martellante che ha distinto il loro set passando da momenti adrenalinici a momenti più soft. Con una piccola variazione di scaletta salgono nel “Main Stage” i Cinematics che avrebbero dovuto succedersi ai Neon Plastix, i quali non hanno potuto esibirsi a causa di uno sfortunato evento, la perdita del passaporto della bassista del gruppo, lasciando deluse non poche persone. I Cinematics tra i più attesi della serata hanno proposto i successi del recente album “A Strange Education”, facendo letteralmente impazzire il pubblico, soprattutto con l'eseguzione di “Break”. I quattro ragazzi della sempre più fervida Glasgow e dal sound tipicamente britannico hanno regalato agli spettatori un set ricco di emozioni che ha come elementi dominanti un ottimo connubio tra chitarra e basso coadiuvati ai ritmi dance tipici degli anni 80. Sempre dalla stessa location continua la serata con le Robots in Disguise una folle punk-glam band venata di elettronica dagli aspetti tipici dell’onda new rave, colori sfavillanti e suoni a volte volutamente dissonanti hanno contornato il loro live set. Chiude nella “Qoob Area” Swim ”artista pop e uomo moderno” come suo manifesto cita, un live che si è inaspettatamente svelato come rivelazione della serata. Si presenta insieme ad un altro simpatico personaggio di nome Ess, due microfoni, un portatile ed un controller riuscendo a coinvolgere il pubblico diviso da una sottile linea che separa l'allibito dal perplesso e il divertito dall'entusiasta. Un surreale uso delle macchine unito alla follia umana, un electropop proposto con una carica da cui difficilmente non si resta contagiati, d'altronde come si fa a notte inoltrata a non essere trascinati da un coccodrillo che vola – vola – vola – vola presentato con tanta irrazionale carica? Finiti i live dal “Main Stage” sono iniziati i djs set di Neon Plastix, Andy Ferretti, Razorblade, Two of spades, dj Doctor, Nongio, La Valigetta + special guests in successione fino alle prime luci del mattino cogliendo quelli che sono i gusti del tipo di persone attirate dal festival. Nella “Relaxing zone” per tutta la durata del festival visione di contenuti video, dj set indipendenti ed esposizioni/installazioni di Damiano Tullio "libecromano", Lil Ro, Violar, Andrea Cardia, Rocco Cerchiara, Marjan Fahimi, Clara Bertolini, Germano Serafini. Una prima edizione riuscita nei suoi intenti, che si prospetta in crescendo nelle prossime, riuscendo inoltre a mantere un costo d'entrata a prezzo politico. Ora in attesa del prossimo happening si possono gustare le serata PopCorn Chic.


Biglietti Subsonica Grottammare