Yeasayer
Tunnel (Milano)
15/3/10
di Philip Di Salvo
Il primo album,
All hour cymbals aveva gettato sugli
Yeasayer la luce più accesa della critica: lodati come capofila di una nuova onda di pop africaneggiante, avevano infatti riscosso successi e lodi da tutte le parti. Con il loro secondo disco, quell'
Odd blood uscito a inizio anno, hanno scombussolato tutte le carte in tavola e tutte le aspettative che si erano create sul loro progetto. Il nuovo album, così fitto di rimandi electro, spudoratamente pop e senza fronzoli di alcun genere, a detta di chi scrive ha fatto fare alla band newyorkese un nuovo salto in avanti nella creazione di una vena pop propria e personale, tra le più vive tra tutte quelle ascoltate di recente. A Milano gli
Yeasayer hanno confermato, per usare una formula giornalistica piuttosto in voga, tutto ciò che di buono è stato detto sul loro conto: il concerto ha infatti mostrato una band all'apice del proprio estro, sicura sulla strada scelta e ben capace di alternarsi tra diversi umori e sonorità, senza apparire in alcun modo raffazonata. E' statao un concerto poliedrico, dove i momenti più quieti tratti dall'esordio, come
Germs,
Sunrise o l'ottima
Wait for the summer, si sono pacificamente alternati agli estratti più apertamente danzerecci del successivo album, quali il singolo
One (salutato con un'ovazione) e l'ottima
Ambling Alp che sarà certamente ricordata come il momento migliore dell'intero concerto. A convincere è soprattutto la concretezza con cui la band sta sul palco, i meccanismi perfettamente rodati di una band comunque molto giovane e le scelte sceniche in fatto di luci e quant'altro, sicuaramente studiate a tavolino, ma di gusto e mai eccessive. Forse gli
Yeasayer sono definitivamente sbocciati, tradendo completamente se stessi, ma confermando così un eclettismo di certo non troppo diffuso. Usciamo dal concerto con la sensazione di aver assistito ad un'ottima rappresentazione di cosa voglia dire fare pop nel 2010 e con un nuovo eroe, lo statunitense in pianta a Berlino
HushHush che ha aperto il concerto degli amici Yeasayer con un set in solitudine per beats, voce e ballo: tra
Prince,
Backstreet Boys e shit-disco ha esaltato il pubblico da vera rock-star. Grossi complimenti agli
Yeasayer, quindi, impeccabili in ogni aspetto. Appuntamento già fissato a quest'estate, in vari festival estivi.