Liverock, tutti i concerti in Italia
Lisa Germano & Philip Selway - Tunnel - Milano
Lisa Germano & Philip Selway - Tunnel - Milano

Biglietti Afterhours Offida, Ascoli Piceno Biglietti Coca Cola Festival alle Capannine di Catania Biglietti Alex Capranos dj set al Barbarabeach di Playa, Catania Biglietti Teatro degli Orrori, Fortezza di Civitella del Tronto, Teramo

Imposta LIVEROCK come pagina iniziale Pagina iniziale      Ricerca con Google Google   Liverock su MySpace MySpace   Consulta iTunes iTunes   TV TV    Radio Radio   Pubblicita target giovaniPubblicita                            06 settembre 2010 21:35 
Lisa Germano & Philip Selway - Tunnel - Milano
RECENSIONI CONCERTI

Cerca tra le recensioni:


Lisa Germano & Philip Selway
Tunnel (Milano)
1/4/10

di Philip Di Salvo

Lei, un’eroina del cantautorato indipendente. Lui, batterista superstar noto in tutto il mondo. Lisa Germano e Philip Selway dei Radiohead, un duo sulla carta difficile da immaginare, apparso all’improvviso tra le notizie dei concerti imminenti in Italia. I due si incontrano per lavorare al primo disco solista di Selway previsto per l’autunno del 2010: Lisa Germano vi presterà la voce insieme a Pat Sansone e Glenn Kotche degli Wilco. I due saranno sul palco di Milano alternandosi per qualche brano a testa, dando ognuno il proprio contributo all’altra, mescolando i propri repertori. Lisa Germano come cantautrice non ha niente da dover dimostrare: è senz’ombra di alcun dubbio una delle più grandi firme della sua generazione di cantautorato indipendente e come tale si muove sul palco, con la sicurezza di chi si trova perfettamente a suo agio tra il proprio pubblico e si orienta spavalda tra le proprie canzoni. Lui, invece, batterista di una band planetaria, si scopre per la prima volta cantautore: la formula “voce e chitarra” non è di certo la veste con cui Philip Selway è solito presentarsi al pubblico e nonostante sia abituato a platee ben più numerose di quella del Tunnel, si presenta con un’onesta e genuina timidezza, che lo rende immediatamente “umano”: scherza, si prende in giro quando commette errori da principiante (cavi che si staccano, tracolle che cedono), si lascia canzonare dalla Germano per i suoi modi da bravo ragazzo. Attacca Lisa Germano, accompagnata da Selway seduto dietro un drum-kit minimale: la scaletta degli interventi della Germano guarderà molto alla contemporaneità, puntando molto sul recente Magic neighbour, presentato in una veste pianistica scarna ma avvolgente. Saranno pochi i ripescaggi dal repertorio precedente della Germano, con giusto qualche momento da Lullaby for liquid pig, (eccellente ad esempio From a shell) e qualche, inaspettato e graditissimo, da Slide. Il salto nel passato di Lisa Germano finirà a questa altezza, escludendo i capolavori degli esordi, ma la Germano, intervenendo tra i brani con estrema sicurezza, riesce a cancellare ogni divario cronologico del suo repertorio riuscendo a fare anche del materiale più recente dei classici consolidati. Philip Selway, paradossalmente, ha invece tutto da dimostrare. Ben poco si sa a riguardo del suo esordio, che ancora non ha titolo: Selway si presenta come autore acustico dal piglio piuttosto intimista e pur non avendo una voce particolarmente marcata,non è però di certo un cantautore scanzonato e facile. Molti brani sono in fingerpicking e dalla struttura non prevedibile. Certo, l’aspetto melodico predomina prettamente quello “strutturale” ma in alcuni passaggi Selway sembra aver preso parimente da Nick Drake e dal David Grubbs meno oltranzista. I due si scambieranno il microfono per tutta la durata del concerto, alternandosi come headliner e accompandosi vicendevolmente. Il connubio tra due personalità sulla carta di certo distanti risulta alla fine ben realizzato e per quanto riguarda entrambi il risultato finale è certamente convincente: per la Germano questo tour ha di certo dato l’ennesima conferma di un talento enorme; per quanto riguarda Selway, invece, ha presentato un cantautore atipico - “I’m usually the drummer”, scherzerà -, forse ancora acerbo, ma sorretto sicuramente da basi solide. Al disco d’esordio il compito di indirizzare definitivamente le opinioni.