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RECENSIONI CD ![]()
Giobia - Hard Stories (Smashed - Jestrai - Area Pirata - 2010)
di Giulia Palummieri Suonare come un disco di ieri risparmiando l'ormai sfruttato senso di revival a tutti i costi, ci fa spendere un sentito sospiro di sollievo. Fiato ai polmoni quindi e godetevi fino in fondo il nuovo lavoro dei Giobia. Le influenze, ripercorribili attraverso il ventennio 60/70, sono chiare, eppure, non è così facile "catalogarli", in quanto l'amore per certe attitudini e una buona resa all'attualizzazione ha cambiato il volto agli elementi chiave fino a renderli personali e per alcuni versi irriconoscibili. Andamenti ossessivi ed ipnotici tipici di quegl'anni, infatti, si impregnano dell'anima del quartetto milanese scandendo così il ritmo con un regolare scambio tra ricorsi storici e predisposizione agli stessi. Difficile pertanto etichettarli come mero buon recupero dei tempi andati e non leggerne i contenuti propri che ne delineano le peculiarità. Non a caso, tra avanguardie psichedeliche, pop beat dalle aperture melodiche e tendenze garage / surf, ci trasportano in un sincopato orgiastico mondo all'LSD in cui il sound della flower generation incontra il punk e il rock si apre fino a rendersi ballabile. In questo modo, non solo donano insieme al uso delle registrazioni in analogico una ventata di nostalgica novità ma, smarrite ormai le coordinate base, ci danno la possibilità di percepire certe sensazioni in maniera inaspettata. Cadere vittima di questo trip, di conseguenza, vi farà trarre vantaggio da ogni suo aspetto, effetti collaterali compresi
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