Alessandro Fiori - Attento a me stesso
(Urtovox - 2010)
di Giulia Palummieri
Alessandro Fiori non ha certo bisogno di presentazioni, basta citare, tra le tante ed eclettiche attività, l'esperienza decennale con i Mariposa e la lancetta della bilancia si sposta di colpo dal lato della rispettabilità.
Questa volta però, lasciate per un attimo da parte le funamboliche avventure con i vari progetti, si presenta con le più intime vesti di un disco solista. In "Attento a me stesso", infatti, scopriamo l'essenza strettamente legata al lato privato dell'artista, il quale ci regala così 11 storie dolci / amare ispirate dalla nostra realtà contemporanea.
La forma si rifà pressoché alla tradizione cantautorale ma, tale struttura, attraverso una personale poetica lisergica e sghembamente cruda, ne altera i lati peculiari fino a confonderli. Non è pertanto solo un curioso esempio di genere a rendere interessante questo disco. Con la sua vena surrealista scarna quanto preziosa d'altronde, ci affida piccoli tasselli di un puzzle e da lì il gioco è fatto: basta trovare le nostre personali soluzioni di unione ed ecco apparire un mondo nascosto tra le righe di Fiori. In questo modo, intrisi di tale particolare magia, ci lasciamo trasportare in un turbolento cullamento in cui le favole diventano narrazioni disilluse pur restando leggere come solo i suddetti racconti sanno fare.
Un disco capace di trasmettere, con il suo visionario realismo, sentimenti contrastanti che, tirando con le proprie forze da una parte e dall'opposta, riesce a farci trovare uno scanzonato ed onirico equilibrio per resistere alla vita.