Sinistri - Free pulse
(Häpna /Wide - 2005)
di Philip Di Salvo
I Sinistri altro non sono che gli ex componenti degli Starfuckers che con “Free pulse” esordiscono sulla svedese Häpna con questa nuova ragione sociale. Sarebbe sbagliato cercare di ricondurre questi dieci componimenti ad una determinata corrente stilistica o categoria specifica: la musica che i nostri propongono, infatti, sembra a tal punto ridotta all’osso dall’apparire quasi negazione stessa del concetto comune di musica. “Free pulse” consta di cinquantaquattro minuti di rumorismo chitarristico unito ad un drumming jazzato e ad inserimenti elettronici disturbanti che, se da una parte rendono l’ascolto particolarmente ostico ad un primo approccio al disco, dall’altro sanno rendersi particolarmente intriganti ed interessanti ad un ascolto attento e ripetuto. Tra i battiti e i glitch dei brani spiccheranno maggiormente Holes in between, Ampstone -nella quale spunta un recitativo sommesso e a tratti inquietante- e NY Vamp (Second set), brani in cui le tensione nervosa raggiunge il culmine. Non sarà di certo un’opera per tutte le orecchie questo “Free pulse”, ma saprà aprire orizzonti interessanti per chi gli si avvicinerà con il giusto mood. Sarà mica questo il blues del futuro?