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My Own Parasite God 3 - Myself 0
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My Own Parasite God 3 - Myself 0
RECENSIONI CD

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My Own Parasite - God 3 - Myself 0
(Plumbea Records - 2008)
di Philip Di Salvo


Il nuovo lavoro dei My Own Parasite parte con il progetto di sintetizzare l’intero arco stilistico della band, spezzandolo a metà in un doppio album. In oltre settanta minuti di musica i due dischi rispecchiano due differenti attitudini: nel primo dischetto i My Own Parasite mostrano quanto hanno fin qui prodotto – in un album d’esordio piuttosto interessante ed un ep all’attivo – confermando il loro ascendente elettrico filtrato di post e noise ma in una veste più vicina ad una forma canzone definita; mentre nel secondo cd a prendere piede sono tinte acustiche finora mantenute ben celate e la ripresa in questa veste di alcuni momenti del primo disco. A convincere al meglio è il lavoro sui suoni ed in particolare la rese delle due chitarre, le quali appaiono più cristalline che in passato. I My Own Parasite sembrano cercare di porre dei paletti alla vena sperimentale degli esordi, la quale si era anche in alcune occasioni manifestata con un buon tocco cinematografico, fungendo da colonna sonora ad alcuni cortometraggi di Toni D’Angelo. In “God 3 – Myself 0” la band appare invece più racchiusa dentro schemi stabili, come quella della forma-canzone, come sembra ulteriormente testimoniare la presenza più incisiva della voce in brani come Running disorder o Errorinmente: la scelta dimostra di certo la volontà di aprirsi a territori non ancora battuti, ma non sempre la resa dei pezzi è convincente. Specialmente quando l’idioma scelto è l’Italiano la fusione tra voce e strumenti non sembra ben coesa e le due componenti appaiono eccessivamente disomogenei. Quando invece torna in prima vista la veste più “ad immagini” – e il contributo della voce si fa più occasionale - come nell’iniziale Fear of the party, i My Own Parasite appaiono maggiormente a loro agio. Nel cd acustico una vena più intimista e comunicativa – pre-grunge, se non apertamente grunge metà anni Novanta - rende maggiore giustizia ad alcuni brani come Swimming pool full of boredom, un po’ sacrificati nella veste elettrica. Menzione d’onore per l’artwork del disco, curato e suggestivo.

Tracklist:

cd 1:
1. Fear of the party
2. One black car
3. Errorinmente
4. Keisukeueda
5. Running disorder
6. The purest one
7. Plumbea
8. Interview
9. Naomi
10. Swimming pool full of boredom

Cd 2:

1. Swimming pool full of boredom
2. Halina
3. Plumbea
4. Errorinmente
5. The purest one
6. Naomi
7. God 3 reprise